Nomi, fondi, cantieri, chat agli atti. La mappa di chi possiede Milano e di chi l'ha persa.
Il CISUR è il Centro Indipendente di Studi Urbani e Residenziali. Ogni cifra ha un link. Ogni fonte è pubblica. Tempo di lettura: 25 minuti.
Questa indagine procede in dodici sezioni. Ogni numero ha una fonte. Segui il filo: porta ai nomi.
Un operaio che lavora a Milano, con il suo stipendio, può comprare 19 metri quadri. Un insegnante, 21. Un infermiere, 23. Per comprare un bilocale di 60 mq in semicentro servono 141 mensilità nette: quasi 12 anni senza mangiare, senza vestirsi, senza pagare una bolletta. Intanto l'affitto: bilocale in semicentro, 1.350 euro al mese. Stipendio netto medio di un lavoratore singolo: 1.820 euro. Il 76% del reddito se ne va nel canone. Il calcolo è semplice: 1.350 diviso 1.820. L'Indice di Accessibilità Abitativa (HAI) della Cassa Depositi e Prestiti conferma il dato e colloca Milano in testa alla classifica nazionale, seguita da Bolzano e Roma. La soglia critica internazionale è il 30%: oltre quel limite una famiglia entra in area di sofferenza economica. Milano è a due volte e mezzo quella soglia. In media, in Italia l'affitto pesa per il 35% delle retribuzioni nette: già sopra il limite. A Milano il doppio della media nazionale.
Nel 2015, un metro quadro in affitto costava 14,7 euro al mese. Oggi ne costa 23,4: +59% in dieci anni. Nello stesso periodo, i salari reali italiani sono scesi dell'1,5%. I canoni salgono. Gli stipendi scendono. In mezzo: le persone che a Milano ci vivono.
Canoni: +59%. Salari reali: −1,5%. Risultato netto:
+61% di divario in 10 anniNel 2015 servivano 8 anni di stipendio netto per comprare 60 mq in semicentro. Oggi ne servono 11,7. Nessun aumento salariale previsto colmerà questa distanza. La forbice continua ad aprirsi.
La mappa racconta una città divisa in due. Nel CAP 20121 (Duomo), il reddito lordo medio è 94.400 euro. Nel CAP 20157 (Quarto Oggiaro), 18.500 euro. Rapporto: cinque a uno. Il mercato immobiliare segue la stessa logica, ma amplificata: il prezzo al metro quadro in centro è cinque volte quello della periferia, e la periferia stessa si sta spostando verso l'alto. A Corvetto, i prezzi sono passati da 3.700 a oltre 4.500 euro al metro quadro dall'inizio dei cantieri olimpici: +21% in due anni, il doppio della media cittadina.

Periferia sud, Milano. Prezzi al mq da 3.700 a oltre 4.500 € dall'inizio dei cantieri olimpici. +21% in due anni. Chi vive qui paga il conto di cantieri che non ha chiesto.
Questi prezzi hanno dei nomi. Eccoli.
QIA possiede gli edifici. Coima li gestisce. Il Qatar è il padrone di casa. I Catella sono i portinai. I milanesi sono gli inquilini. Ogni scheda che segue contiene solo informazioni pubbliche: comunicati aziendali, atti giudiziari, articoli di stampa. Apri le schede per i dettagli e le fonti.
Patrimonio globale: $557 miliardi. Il fondo sovrano del Qatar, attraverso Qatar Holding, possiede il 100% del Progetto Porta Nuova dal febbraio 2015: una ventina di edifici su circa 290.000 mq di aree ex dismesse, tra cui la Torre Unicredit (231 metri, il grattacielo più alto d'Italia), il Bosco Verticale, la Torre Solaria, il Diamante, piazza Gae Aulenti e tutto il retail da lì fino a Corso Como. Nel 2013 aveva acquisito il 40%; nel 2015 ha comprato il restante 60% dai fondi originari (tra cui Hines, Unipol, la stessa Coima). Valore stimato: oltre 2 miliardi di euro. Portafoglio Italia complessivo: circa 5 miliardi. Piazza Gae Aulenti è una piazza privata ad uso pubblico. I milanesi ci passeggiano, ci mangiano, ci lavorano. Gli edifici intorno appartengono a uno Stato del Golfo Persico.
Circa 30 fondi, oltre 10 miliardi in gestione, investitori da Singapore, Qatar, Abu Dhabi. Arrestato il 31 luglio 2025 per corruzione e falso. Ai domiciliari con l'ex assessore Tancredi. La Cassazione ha confermato la revoca delle misure cautelari a novembre 2025, ma l'indagine prosegue.
La Procura ha contestato 12 cantieri come illegali: approvati senza piano attuativo, in violazione di distanze, altezze, volumetrie e standard urbanistici. Tra questi: aree Porta Nuova Gioia, il Pirellino, lo Scalo di Porta Romana.
8 miliardi investiti in 10 anni, 6 su Milano. Gestisce il marchio "Aparto" per studentati: Bovisa (610 posti), Giovenale, Ripamonti. Gli studenti pagano tra 700 e 1.100 euro al mese per una stanza. Lo chiamano student housing. Il nome tecnico è: asset class con rendimento al 4,5%.
Blackstone detiene il 35% di Kryalos. Masse in gestione: 14 miliardi. Paolo Bottelli è tra gli indagati. L'operazione Montenapoleone 8, venduta a Kering per 1,3 miliardi, ha ripagato da sola l'intero portafoglio. Una singola transazione su un singolo palazzo nel cuore di Milano vale più dell'intero bilancio annuale del Comune per l'edilizia residenziale pubblica.
12 operazioni in 6 mesi, 6.000 posti letto in Europa, 2.000 in Italia. A Milano: Bovisa (610 posti, acquisita da Hines), viale Certosa (427 posti). Rendimenti target: 4,5%. Per il private equity, le stanze degli studenti universitari sono un prodotto finanziario come un altro.
Lendlease: MIND da 4 miliardi (concessione 99 anni) e Santa Giulia da 2,7 miliardi. Covivio: l'88% del portafoglio Italia (2,6 miliardi) è concentrato su Milano, ed è nella cordata dello Scalo Porta Romana. Generali Real Estate: circa 7 miliardi di patrimonio immobiliare milanese. Prada Holding: nella cordata Scalo Romana. AXA IM: oltre il 50% degli investimenti italiani su Milano. La concentrazione è totale.

Piazza Gae Aulenti, Porta Nuova. Il progetto immobiliare simbolo della nuova Milano: una ventina di edifici, 290.000 mq, Torre Unicredit, Bosco Verticale. 100% del Qatar Investment Authority dal 2015. Una piazza privata ad uso pubblico.
Questi attori operano attraverso rapporti documentati con l'amministrazione. Le chat sono agli atti della Procura.
Le chat che seguono sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza e depositate agli atti dell'inchiesta. Sono pubbliche, riportate dalla stampa con indicazione della fonte giudiziaria. Vanno lette nell'ordine: raccontano un sistema.
Marinoni: dalla Fondazione Catella (2019) alla Presidenza della Commissione Paesaggio (2022). La Procura lo definisce "fulcro della corruzione": 13 conflitti d'interesse, oltre 400.000 euro di parcelle da soggetti su cui votava in Commissione. Da J+S dell'architetto Federico Pella riceve 370.000 euro: la Procura ipotizza un "patto corruttivo" per mettere le mani sul futuro di San Siro. Scandurra: arrestato, parcelle da Coima (28.548 euro), da Castello SGR di Giampiero Schiavo (321.000 euro), da Bluestone di Andrea Bezziccheri (cinque episodi di corruzione contestati, unico finito in carcere, con 6,5 milioni di trasferimenti da Jersey). Oggioni: ex direttore dello Sportello Unico Edilizia, poi vicepresidente della Commissione Paesaggio, arrestato marzo 2025. Insieme all'architetto Marco Cerri (interdetto un anno dai pubblici uffici) ha scritto gli emendamenti del Salva Milano, la legge pensata per neutralizzare le indagini. Secondo la Procura, hanno fatto pressione sui parlamentari Foti, Lupi e Morelli per farli approvare.
74 indagati in totale, su più filoni. Sala e Malangone per induzione indebita. Boeri indagato anche per il Pirellino (chat con Sala: "bocciato il mio progetto su San Siro, attenzione, si crea un grave precedente"). L'ex vicesindaca Ada Lucia De Cesaris indagata per aver passato informazioni riservate a Cerri. Schiavo (Castello SGR), Bottelli (Kryalos). Nel solo primo filone chiuso, 36 persone verso il processo. La Corte dei Conti ha aperto 10 istruttorie per danno erariale: stima preliminare, 85 milioni di euro di danni alle casse pubbliche. A dicembre 2025, sequestrata la Torre Unico Brera (27 indagati, monolocali a 700.000 euro). A marzo 2026, sequestrato il cantiere di via Papiniano. La Procura descrive il sistema come un "PGT ombra" al servizio di una "vasta speculazione edilizia" rimasta "indisturbata" per anni.
Presenta progetto al Comune
Membro riceve incarichi dall'investitore
Media tra investitore e commissione
Via SCIA, senza piano attuativo
Emendamenti per neutralizzare le indagini
Nel maggio 2024, il vicepremier Salvini e il sindaco Sala concordano al telefono la necessità di una norma che sblocchi i cantieri fermati dalla Procura. A luglio, l'emendamento al Decreto Salva Casa viene ritirato dopo le prime polemiche. Ma il progetto non muore: rinasce come disegno di legge autonomo, il ddl 1987. Il 21 novembre 2024, la Camera lo approva. Il contenuto è tecnico in apparenza: consentire demolizione e ricostruzione in zone urbanizzate con semplice SCIA, senza piano attuativo. L'effetto pratico: rendere legali retroattivamente le operazioni che la Procura contesta come abusive.
Le intercettazioni depositate agli atti raccontano chi ha scritto quella legge. L'architetto Marco Cerri, interdetto dai pubblici uffici per un anno, rivendica in una telefonata del 24 ottobre 2024 la paternità del testo: "L'ho fatto io, l'ho dato a Foti". In un'altra intercettazione precisa che "la prima bozza mi arriva da Lupi". Cerri è indagato. Lupi è il leader di Noi Moderati. Foti, allora capogruppo di Fratelli d'Italia, è oggi Ministro per gli Affari Europei. Il senatore della Lega Alessandro Morelli, anche lui contattato da Cerri e dall'ex dirigente comunale Giovanni Oggioni (arrestato il 5 marzo 2025), è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Il GIP di Milano Mattia Fiorentini scrive nell'ordinanza: è evidente il "palese coinvolgimento degli indagati nella Salva Milano", e Cerri ne è stato "protagonista per bloccare le indagini dei pm". Il 5 marzo 2025, lo stesso giorno dell'arresto di Oggioni, il Comune di Milano annuncia che non sosterrà più il provvedimento. La giunta Sala si sfila. Si costituisce parte civile. Il ddl resta impantanato al Senato, dove Fratelli d'Italia e Lega temporeggiavano già prima. A luglio 2025, l'ANSA titola: "Salva Milano impantanato al Senato, ora rischia decadenza". La legge che doveva salvare i cantieri non salva nessuno, perché quei cantieri erano il problema.
Le persone indagate per aver violato le norme urbanistiche hanno scritto la legge per cambiare quelle norme. L'hanno consegnata ai parlamentari che l'hanno presentata in Aula. L'hanno chiamata Salva Milano. Il GIP l'ha chiamata con un altro nome: un tentativo di bloccare le indagini dei pm.
Per quindici anni, dal 2007 al 2023, il Comune di Milano ha lasciato invariate le tabelle degli oneri di urbanizzazione. Quindici anni in cui il valore degli immobili è raddoppiato, triplicato. I costruttori pagavano le tariffe del 2007 su cantieri del 2022. Chi avrebbe dovuto aggiornare quelle tabelle? L'amministrazione comunale. Chi non lo ha fatto? L'amministrazione comunale. Chi ne ha beneficiato? I grandi operatori immobiliari.
Il meccanismo tecnico è la SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività: uno strumento pensato per ristrutturazioni leggere, usato sistematicamente per autorizzare interventi che la legge classificherebbe come nuove costruzioni. La differenza è sostanziale: una nuova costruzione richiede un piano attuativo, il rispetto di distanze e altezze, il pagamento di oneri proporzionali. Una SCIA salta tutti questi passaggi. La Procura lo ha detto con chiarezza: "il fulcro della questione riguarda progetti autorizzati come semplici ristrutturazioni anziché come nuove costruzioni".
Il salto da 47 milioni a 188 milioni dopo l'aggiornamento delle tabelle racconta l'entità del regalo: per anni, i grandi operatori immobiliari hanno pagato un quarto di quello che avrebbero dovuto. I soldi mancanti avrebbero dovuto finanziare scuole, verde pubblico, case popolari, infrastrutture di quartiere. Dove sono finiti? Nei margini dei fondi. Quanto vale il regalo? Lo dice il Comune stesso, con i suoi bilanci: l'aggiornamento ha quadruplicato gli incassi. I quindici anni precedenti sono quindici anni di trasferimento dal pubblico al privato.
Cinque miliardi di investimenti diretti. Proiezione a otto entro il 2030. Valore aggiunto stimato per il mercato immobiliare: 19 miliardi. Diciannove miliardi di euro di valore immobiliare generato da un evento sportivo di due settimane. La domanda che nessuno fa: generato per chi? Risposta: per chi possiede gli immobili. Per i fondi che hanno comprato prima, per le sgr che gestiscono i cantieri, per gli investitori che incassano l'aumento. Per i residenti di Corvetto che si vedono raddoppiare l'affitto, il valore è una condanna.
Il Comitato Insostenibili Olimpiadi lo ha detto per primo. A febbraio 2024, un corteo di 500 persone ha attraversato Milano con cinque cerchi olimpici riscrittti: cementificazione, gentrificazione, greenwashing, sfratti, privatizzazione. Nessun quotidiano nazionale ha aperto con la notizia. I numeri che seguono spiegano perché quel corteo aveva ragione.
A Corvetto, zona del Villaggio Olimpico, i prezzi di vendita sono passati da 3.700 a 4.500 euro al metro quadro in due anni. I canoni di affitto sono aumentati del 25% in sei mesi. Chi viveva lì da trent'anni, con contratti a 500 euro, si è trovato richieste di rinnovo a 750. Chi non rinnova, esce. Chi esce, non torna.
Lo Scalo di Porta Romana è stato acquistato da Coima in cordata con Covivio e Prada per 180 milioni: unica offerta rimasta delle sette iniziali dopo una modifica delle regole di gara. Per la Procura, al privato è stata riconosciuta una "massiccia volumetria" con una "pianificazione priva di interesse pubblico". Lo Scalo ospita il Villaggio Olimpico. Dopo le Olimpiadi, il Villaggio diventerà il più grande studentato convenzionato d'Italia: 1.700 posti letto, 670 telecamere, iscrizioni già aperte per l'anno accademico 2026/27. La conversione è prevista in quattro mesi, la più rapida nella storia dei Giochi olimpici.
A quali tariffe? L'assessore Tancredi, nella chat agli atti, lo dice a Catella: "tariffe medie 900/1000 per noi è un problema serio". Il problema non è che siano alte. Il problema è che il problema è politico, non economico. Nessuno contesta il prezzo in sé. Contestano l'esposizione mediatica.
Il Villaggio è solo un pezzo della macchina. Il PalaItalia, l'arena di hockey da 15.000 posti a Santa Giulia, ha visto i costi lievitare da 170 a oltre 200 milioni di euro. Il governo ha stanziato 51 milioni aggiuntivi (21 ad agosto 2025, altri 30 a novembre) per coprire gli extracosti di Lendlease. L'arena è stata utilizzata per eventi ufficiali mentre era ancora incompleta. Santa Giulia nel suo insieme è un progetto da 2,7 miliardi di Lendlease: quartiere residenziale, commerciale e terziario che ridisegna il sud-est di Milano. MIND, il Milano Innovation District nell'area dell'ex Expo, è una concessione novantanovennale a Lendlease da 4 miliardi. In totale, un singolo operatore australiano gestisce trasformazioni urbane per quasi 7 miliardi su Milano. L'urgenza olimpica ha funzionato come un acceleratore di deroghe: scadenze strette, procedure semplificate, fondi pubblici aggiuntivi. Tutto ciò che la pianificazione ordinaria avrebbe imposto di discutere viene compresso nell'imperativo "bisogna essere pronti per febbraio".

Milano vista dal Duomo. I progetti di rigenerazione urbana hanno cambiato lo skyline e la composizione sociale dei quartieri. L'edilizia residenziale pubblica è passata da 65.986 a 62.457 alloggi in sei anni.
Milano ha 190.000 studenti universitari. Circa 50.000 sono fuorisede. I posti letto disponibili in residenze studentesche: 14.500. Solo il 6,8% dei fuorisede trova posto. Il restante 93% entra nel mercato privato degli affitti e compete con i residenti per gli stessi appartamenti, nelle stesse zone, agli stessi prezzi. Il numero preciso è questo: 35.500 studenti che cercano casa a Milano come tutti gli altri, ma con i soldi dei genitori, e quindi disposti a pagare di più.
50.000 fuorisede meno 14.500 posti in residenza: il resto compete con i residenti per gli stessi appartamenti.
Accanto a loro: 18.800 Airbnb che sottraggono unità al mercato residenziale. L'Università di Milano-Bicocca ha misurato l'effetto: nelle zone ad alta concentrazione di affitti brevi, l'impatto sui canoni residenziali è tra il 5 e il 7%. Significa che ogni nuovo Airbnb spinge in alto l'affitto del vicino di casa. L'effetto non è teorico: ai Navigli, dove il 12% delle unità abitative è su piattaforme turistiche, i canoni di lungo periodo sono saliti del 42%. Le 14.084 richieste di sfratto depositate nel 2024 sono il risultato di questa pressione combinata: studenti nel mercato privato, affitti brevi che alzano i prezzi, famiglie che non reggono.
+5/7% sui canoni per ogni quartiere ad alta concentrazione AirbnbIl Villaggio Olimpico diventerà il più grande studentato d'Italia con 1.700 posti, a tariffe che l'assessore Tancredi considerava politicamente insostenibili. A Venezia, uno studentato Camplus è stato scoperto ad affittare le stanze ai turisti a 150 euro a notte fuori dal periodo accademico.
Nel 2019, prima della pandemia, gli sfratti eseguiti con la forza pubblica a Milano erano circa 900. Poi la moratoria Covid: il governo blocca tutto dal marzo 2020 al dicembre 2021. Nel 2020 gli sfratti eseguiti crollano a 78. Nel 2023, ancora 133: l'arretrato si accumula, i tribunali non smaltiscono. Nel 2024 il sistema esplode: 1.597 sfratti eseguiti, 14.084 richieste di esecuzione depositate. I numeri dicono due cose contemporaneamente: la prima è che parte del balzo è lo smaltimento dell'arretrato post-moratoria. La seconda è che 14.084 richieste depositate in un anno non sono un arretrato, sono un flusso: più di quattro famiglie al giorno che ricevono una notifica di sfratto. E il flusso cresce perché i canoni crescono, e i canoni crescono perché la città è stata trasformata in un asset.
Il meccanismo è ciclico e si autoalimenta. Una famiglia viene sfrattata. L'appartamento entra nel mercato degli affitti brevi o viene ristrutturato e riaffittato a prezzo più alto. Il prezzo medio del quartiere sale. Il proprietario dell'appartamento accanto chiede un canone più alto al rinnovo. L'inquilino non può pagare. Viene sfrattato. Il suo appartamento entra nel mercato degli affitti brevi. Il prezzo del quartiere sale ancora. È un ciclo che si nutre di sé stesso, e ad ogni giro espelle qualcuno.
Ultimo bando per le case popolari: 500 assegnate su 17.000 domande. Tre famiglie su cento ottengono un alloggio. Le altre novantasette restano in lista d'attesa. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica scende: da 65.986 a 62.457 unità in sei anni, 3.529 alloggi in meno. Il Comune perde case popolari mentre il numero delle famiglie che ne avrebbero bisogno cresce. Qualcuno ha chiesto perché? Qualcuno ha chiesto dove sono finiti quei 3.529 alloggi?
Il 8 ottobre 2025, a Sesto San Giovanni, Letterio Buonomo, 71 anni, si è gettato dal balcone quando l'ufficiale giudiziario si è presentato per eseguire lo sfratto. Due settimane prima si era rivolto per la prima volta al Comune per chiedere informazioni sugli alloggi popolari. Non aveva avuto risposta.
18.800 appartamenti a Milano sono su Airbnb a gennaio 2026. Erano 16.200 nel 2024: 2.600 in più in un anno. Ai Navigli, il 12% delle unità abitative è in affitto breve. Il risultato? Canoni di lungo periodo nella zona: +42%. L'Università di Milano-Bicocca ha misurato l'effetto diretto: nelle zone ad alta concentrazione di Airbnb, l'impatto sui canoni residenziali è tra il 5 e il 7%. Ogni nuovo Airbnb spinge in alto l'affitto del vicino di casa.
Il 33% dei nuovi host registrati durante la Design Week resta attivo in modo permanente. Un evento di una settimana converte appartamenti residenziali in turistici. Quelli non tornano indietro. Le Olimpiadi sono la Design Week moltiplicata per cento: due settimane che cambiano il mercato immobiliare per i prossimi dieci anni.
Fine 2025: 1.399.079 residenti. 7.965 in meno dell'anno prima. In dieci anni, 488.000 nuove iscrizioni anagrafiche e 400.000 cancellazioni. Un terzo della popolazione è stato sostituito. Chi arriva: giovani professionisti, studenti, lavoratori temporanei. Chi parte: famiglie con figli nella fascia 35-64, residenti storici dei quartieri popolari. Giambellino, Barona, Ticinese: −2,5% di popolazione. La città non si svuota: si ricambia. Entrano persone che restano poco, spendono molto, non votano alle comunali. Una città ideale per chi la possiede: clienti, non cittadini.
Fondi sovrani, sgr, private equity, commissioni comunali, assessorati, studi di architettura. Le linee che li collegano sono documentate negli atti della Procura e nei bilanci societari. La mappa che segue ricostruisce le connessioni.
In dieci anni, dal 2015 al 2025, i fondi immobiliari hanno accumulato oltre 50 miliardi di euro in asset su Milano. Di questi, circa 30 miliardi sono capitali esteri. Milano concentra il 41% dell'intero patrimonio dei fondi immobiliari italiani e attrae il 55% degli investimenti stranieri nel settore, un dato superiore alla media europea del 46%. Questi numeri raccontano la scala dell'operazione: Milano è il principale punto di estrazione di valore immobiliare dell'Europa meridionale.
Il rendimento medio del residenziale milanese è il 5,5% annuo: il più basso tra le grandi città italiane (Torino è al 7,2%, Napoli al 6,8%), ma applicato su masse enormi. Su 50 miliardi di asset, un rendimento del 5,5% produce 2,75 miliardi di euro all'anno di flusso estrattivo. Quei soldi escono dalla città sotto forma di canoni, plusvalenze, dividendi. Chi li paga? Gli inquilini, le aziende, gli studenti che affittano. Dove vanno? Ai fondi di Singapore, del Qatar, degli Stati Uniti, del Lussemburgo. Il prezzo di un bilocale a Corvetto finanzia il rendimento di un fondo sovrano. Questa è la struttura del trasferimento.
Il sistema funziona perché l'Italia lo consente. L'edilizia residenziale pubblica italiana rappresenta il 3,7% del patrimonio abitativo: una delle percentuali più basse d'Europa. La media europea è il 9%. I Paesi Bassi sono al 29%, l'Austria al 24%, la Francia al 17%, la Danimarca al 20%. L'Italia non ha una politica della casa. A Milano il patrimonio ERP scende (da 65.986 a 62.457 alloggi in sei anni) mentre le domande salgono (17.000 per 500 posti). La corruzione documentata dalla Procura è l'aggravante di un reato già in corso da decenni: l'abbandono della funzione pubblica nell'abitare. I fondi internazionali hanno riempito il vuoto lasciato dallo Stato. Il prezzo lo pagano i residenti.
La rigenerazione urbana è avvenuta. Porta Nuova nel 2005 era un buco nero tra la Stazione Garibaldi e l'Isola: aree dismesse, sottopassi degradati. Lo Scalo di Porta Romana era un relitto ferroviario. L'area Expo era un cantiere abbandonato. Oggi sono quartieri funzionanti. La domanda che il sito pone non è se dovessero essere rigenerati. Dovevano. La domanda è chi ne ha tratto vantaggio e chi ne ha pagato il costo. La risposta è nei numeri che precedono: capitali globali, corruzione locale, assenza di politiche nazionali della casa hanno prodotto una redistribuzione massiccia di valore dai residenti agli investitori. I residenti pagano di più, possiedono di meno, decidono di meno. Gli investitori pagano di meno (oneri congelati per quindici anni, SCIA al posto di piani attuativi, commissioni compiacenti), possiedono di più, e quando l'indagine arriva, scrivono la legge per fermarla.
1. Rapporto canone/reddito al 76% per un lavoratore singolo. La soglia critica internazionale è il 30%. Milano è la prima città italiana per sofferenza abitativa (indice CDP/IFAL).
2. 50 miliardi di euro in asset immobiliari dei fondi su Milano in dieci anni, di cui 30 miliardi di capitali esteri. Il 55% degli investimenti immobiliari stranieri in Italia finisce qui.
3. 74 indagati, 36 verso il processo nel primo filone chiuso. Corte dei Conti: 10 istruttorie, 85 milioni di danno erariale stimato.
4. Nelle zone ad alta concentrazione di Airbnb, l'impatto sui canoni residenziali è tra il 5 e il 7% (Università Bicocca). Ai Navigli, dove il 12% delle unità è su piattaforme turistiche, i canoni sono saliti del 42%.
5. Il 93% degli studenti fuorisede compete con i residenti sul mercato privato: 35.500 persone in più nella domanda abitativa.
6. La forbice canoni/salari si è aperta del 61% in dieci anni. I canoni crescono, i salari scendono.
7. Gli oneri urbanistici sono rimasti fermi per 15 anni. L'aggiornamento ha quadruplicato gli incassi: il regalo era strutturale.
8. L'edilizia residenziale pubblica italiana è al 3,7% del patrimonio abitativo. La media europea è il 9%. I Paesi Bassi sono al 29%. L'Italia non ha una politica della casa. Il vuoto è stato riempito dai fondi.
9. Gli indagati hanno scritto la legge per neutralizzare l'indagine. L'hanno chiamata Salva Milano. Il GIP l'ha definita un tentativo di bloccare i pm.
Milano è diventata un rendimento. 50 miliardi di asset, 2,75 miliardi estratti ogni anno dai canoni di chi ci vive. La corruzione ha abbassato il prezzo d'ingresso. L'assenza dello Stato ha garantito il rendimento. L'estratto conto è ancora aperto.
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Indagine #001 · Pubblicata marzo 2026
Fonti: atti giudiziari, bilanci societari, ISTAT, Ministero dell'Interno, comunicati stampa, cronaca giudiziaria
Per segnalazioni: cisur.ricerca@proton.me
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